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Ricordo ancora pienamente quella sera quando, fanciullo, alzai gli occhi al cielo e ammirai il firmamento come mai l'avevo sentito prima.
L'aria fresca e trasparente nel buio senza Luna delle alte vette dolomitiche lasciava penetrare tutta la maestosità della natura attraverso i miei occhi mirando dritta al cuore.
Fu subito innamoramento, irresistibile desiderio di conoscenza e irrinunciabile necessità di trascinare giù tra le mie mani qualche frammento di cielo.
E ci riuscii.
Memorizzando con lo sguardo prima e imprimendo nella fotografia poi, potente strumento ripropositivo di emozioni e tutt'ora fedele rifugio da fatiche e difficoltà.
Ma da quel dì non fu solo amore per la notte ma anche per tutto ciò che il sole abbraccia con la sua luce vitale e amorevole.
Fu amore per i fiori, le piante e gli animali.
Fu amore per i monti e per il mare.
Fu amore per i bambini e il loro sorriso.
Fu amore per la pace e per la tecnologia rispettosa.
Fu amore per la natura tutta, gloriosa evidenza di DIO.

Davide Conticelli - Venezia